L'ascensore saliva.
Secondo piano. L'uomo che scese mi salutò, togliendo finalmente lo sguardo dalle mie caviglie sottili, eleganti, sopra i 9 centimetri dei tacchi a spillo.
Pensai solo che si può morire anche cadendo dal secondo piano, se si cade male.
Il mio appartamento era al decimo.
Girai la chiave, prima di entrare raddrizzai col piede il tappetino davanti alla porta.
Posai la borsa della spesa sul tavolo.
Senza sistemare nulla tirai subito fuori il vino: l'ultima sbronza meritava un Brunello di Montalcino del '95. Vino da meditazione.
Bevuti tre quarti della bottiglia decisi che avevo meditato abbastanza.
L'alcool era entrato in circolo, m'aveva aiutata a sciogliere quel nodo all'altezza del diaframma.
Ero calma, ora, e nonostante tutto lucida.
Aprii la porta finestra della cucina ed uscii sul balcone.
Sporgendomi, osservai il punto in cui sarei caduta.
Vidi il mio corpo nell'angolo di verde tra il vialetto e lo scivolo di cemento che portava ai box sotterranei. Mi vidi nella scena di un film, sdraiata a pancia in giù.
Le mani appoggiate al suolo, la testa voltata di lato, come dormissi.
Unico segnale di morte: un rivolo di sangue che usciva dalle labbra violacee.
Ma sapevo che non sarebbe stato così. Sapevo che non sarebbe stato un bello spettacolo.
Mentre il vento invernale mi colpiva il volto feci mente locale.
Avevo fatto tutto: cancellato tutti gli SMS che avrebbero potuto far pensare ad una delusione d'amore, troppo banale per me; fatto sparire i diari, le fotografie, i ricordi.
Sì, avevo fatto tutto.
Non volevo lasciare ricordi a chi avesse cercato. Volevo non rimanesse alcuna traccia della mia vita, né alcun motivo apparente per la mia morte. Perché non c'era motivo.
Tranne la disperazione che mi accompagnava da anni.
La sedia era già al suo posto, mi bastò sollevare con slancio una gamba, poi l'altra, salire sul bordo della ringhiera e senza esitazione lasciarmi cadere nel vuoto.
Unico testimone, la Luna piena.
Occorrente:
1 appartamento al decimo piano
1 bottiglia di buon vino rosso
1 sedia
disperazione quanto basta
by
bellystar
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